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  • Lot n° 0044 Allegoria delle Virtù - Importante e complessa composizione allegorica impostata secondo il gusto classicista della Roma barocca, nella quale diverse personificazioni simboliche concorrono alla costruzione di un articolato programma morale e filosofico. Al centro della scena domina la figura di Minerva, riconoscibile dall’elmo e dalla corazza, tradizionale personificazione della Sapienza e della Virtù civile, rappresentata quale principio ordinatore capace di governare le passioni e il disordine della guerra.Alla destra della composizione compare una figura identificabile con Marte, dio della Guerra, immerso entro una zona percorsa da bagliori rossastri e accensioni atmosferiche che evocano il caos del conflitto e della violenza. Il contrasto tra la salda compostezza di Minerva e il dinamismo aggressivo della figura marziale costituisce il fulcro concettuale dell’intera allegoria, fondata sull’opposizione tra Ragione e Guerra, Sapienza e Distruzione.In basso a destra si distingue una figura femminile con specchio e serpente, attributi iconografici tradizionalmente riferiti alla Prudenza, virtù fondamentale della cultura morale seicentesca. La presenza dello specchio allude infatti alla conoscenza di sé, mentre il serpente rappresenta la sapienza e la capacità di discernimento. Ulteriori figure allegoriche accompagnano la scena: putti alati con libri e simboli delle arti e del sapere, una figura recante il caduceo, probabile riferimento a Mercurio quale emblema dell’intelligenza e della diplomazia, nonché il ramo d’ulivo, chiara allusione alla Pace e alla Concordia.L’opera appare dunque costruita come una vasta allegoria del trionfo della Sapienza e delle Virtù civili sulla Guerra e sulle passioni distruttive, secondo un programma iconografico di elevata elaborazione intellettuale, tipico della cultura classicista romana del Seicento.Per impostazione compositiva, severa monumentalità delle figure e raffinato equilibrio tra componente allegorica e chiarezza narrativa, il dipinto mostra significative affinità con la cultura figurativa gravitante attorno ad Andrea Sacchi, protagonista della corrente classicista romana contrapposta agli sviluppi più dinamici e spettacolari del barocco cortonesco. La costruzione ordinata dello spazio, il contenuto numero di figure principali e la forte densità simbolica richiamano inoltre quella concezione della pittura come “poesia morale” sostenuta dagli ambienti intellettuali romani. Entro cornice. - 100 x 130 cm - olio su tela

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